Google e privacy: pubblicato il “The Advisory Council to Google on the Right to be Forgotten”

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Google e privacy: il “The Advisory Council to Google on the Right to be Forgotten”. Si tratta di un importante documento che racchiude le linee guida alle quali Google si atterrà per dare attuazione alla decisione della Corte di Giustizia dell’UE nel giudizio Google Spagna e Inc. vs. Agencia Española de Protección de Datos (AEPD) e Mario Costeja Gonzalez C131 / 12. sull’obbligo del motore di ricerca di cancellare i link dei risultati di ricerca che appaiono inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti, o eccessivi.

Google e privacy: The Advisory Council to Google on the Right to be Forgotten

Privacy e web

Il consiglio consultivo di Google, organo indipendente, composto da Luciano Floridi, professore di Filosofia ed Etica delle informazioni a Università di Oxford;  Sylvie Kauffman, direttore editoriale, Le Monde; Lidia Kolucka-Zuk, direttore del Trust per la società civile in Europa centrale e Europa dell’Est; Frank La Rue, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla promozione e la protezione dei diritti alla libertà di opinione e di espressione; Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ex ministro federale Giustizia in Germania; José-Luis Piñar, professore di diritto presso l’Universidad CEU ed ex direttore della protezione dei dati dell’Agenzia spagnola (AEPD); Peggy Valcke, professore di diritto presso l’Università di Lovanio; Jimmy Wales, fondatore e presidente emerito, consiglio di fondazione, Wikimedia Foundation Google Convenors; Eric Schmidt, Chairman, Google; David Drummond, Chief Legal Officer, Google, in esito ad un meticolo lavoro, ha emanato appunto le linee guida sul diritto all’oblio, contenute in documento dal titolo: The Advisory Council to Google on the Right to be Forgotten.

Più precisamente Google ha richiesto una consulenza al fine di tracciare delle linee guida in ordine alla corretta individuazione del bilanciamento tra il diritto di un individuo alla privacy e il pubblico interesse dell’accesso alle informazioni.

Il Consiglio ha preso le mosse dalla considerazione che la decisione della Corte di Giustizia europea non ha sancito un generale obbligo di cancellazione delle informazioni, ma solo un obbligo di Google (e quindi di ogni altro motore di ricerca) di rimuovere collegamenti restituiti nei risultati di ricerca basati sul nome di una persona, quando i relativi risultati sono “inadeguati, irrilevanti o non più rilevanti, o eccessivi.”

Secondo il Consiglio, non vi è un obbligo generalizzato di rimozione dei risultati del motore di ricerca quando vi sia un preminente interesse pubblico “per particolari motivi, come ad esempio il ruolo svolto dalla persona interessata nella vita pubblica “.

 Nel caso di cancellazione dei risultati di ricerca basati su query a seguito di deindicizzazione, una volta cancellate, le informazioni sono ancora disponibili presso il sito di origine, ma loro accessibilità al pubblico è ridotta perché le query di ricerca del nome della persona interessata non restituirà un link alla fonte di origine.

Nell’articolo di domani esamineremo i quattro criteri che, secondo il Consiglio di Google, presiedono e quindi fungono da guida alle richieste di “delisting”.

Per leggere il testo integrale del The Advisory Council to Google on the Right to be Forgotten clicca qui.

Avv. Filippo Pagano (f.pagano@clouvell.com)

managing partner at clouvell (www.clouvell.com)

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